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Ouverture del Guglielmo Tell G. Rossini
Sceneggiatura per una recensione di musica classica a teatro.
Sipario.
Buio sul palcoscenico.
Entra la scrivente con un cappello a punta con piuma, armeggiando con un foglio.
“Insalata, mostarda, limone, pepe, sale, olio d'oliva e tartufo.
Dovrò provarla, qualche giorno.
Mi riprometto così da qualche anno, a onor del vero.
E non lo faccio mai.
Se è vero che la buona cucina e la buona musica vanno d’accordo, allora quest’insalata dev’essere una cannonata, visto l’inventore, Gioachino Rossini.”
La ragazza fa una piroetta su se stessa, concludendo con un breve inchino rivolto al pubblico.
“Questo allegro signore, dall’aria gioviale (e lo era) e un po’ soprappeso (e lo era) ha composto una quantità incredibile di opere: 41 Opere liriche e 10 opere spurie (strumentali, vocali, inni sacri…). Pirotecnico, ironico e pungente, sicuramente un grand’uomo.
In tutti i sensi.
La ragazza fa qualche passo avanti e indietro, pensierosa.
“Vorrei soffermarmi sul notevole lavoro nel comporre un’opera lirica.
Ci vuole la storia, i personaggi, la sceneggiatura.
Poi bisogna musicarla, in modo che la musica segua le parole e lo svolgersi della vicenda.
Ovviamente poi serve tutta la preparazione artistica degli attori, che ovviamente sono tenori, soprani…. E tutto il baraccone, e la preparazione dell’orchestra.
Insomma, c’è di che sbattere la testa contro il muro per organizzare “a puntino” queste opere.
Delle quali non so moltissimo, conosco meglio le parti orchestrali.”
La ragazza si schiarirà la voce, e si darà un’aria più autorevole.
“Amici miei, oggi vorrei parlare del Guglielmo Tell (o Guillaume Tell, se volete darvi un tono dicendolo in francese).
Il Guglielmo Tell fu l’ ultima opera lirica di Rossini, e fu tratto dal “Wilhelm Tell” di Friedrich Schiller e dal racconto La Suisse libre di Jean-Pierre Claris de Florian.
Se svolta completamente, quest’opera, dura quasi sei ore, con quattro atti, danze e scene che richiedevano gran impiego di ogni tipo di macchina scenica allora utilizzata.”
La ragazza mostrerà al pubblico una cartina della Svizzera e dei paesi con essa confinanti. Con una bacchetta farà loro notare la Svizzera e L’Austria.
“La trama è piuttosto semplice: Figura principale è il leggendario Guglielmo Tell che guiderà verso la libertà il popolo svizzero dalla dominazione austriaca.
Durante lo svolgersi della trama compaiono moltissimi personaggi, e vicende che “l’eroe” deve superare, per il bene del suo popolo.
L’eroe, gli amici, gli amori, la patria, l’oppressore. Elementi sempre validi per una buona storia, anche se innegabilmente difficili da coordinare in maniera efficace.”
La ragazza, lasciata la bacchetta, prenderà in mano un violino e con esso, pizzicandone le corde, continuerà il suo discorso.
“Soprattutto, oggigiorno, è piuttosto nota l’Overtoure del Guglielmo Tell.
Utilizzata più e più volte in mille spot pubblicitari e sigle e film, come “Arancia Meccanica “ (Stanley Kubrick).
Un’altra musica che nessuno sa di conoscere, e che invece alle prime note balza alla mente, anche se spesso è confusa con “la cavalcata delle valchirie” (che è di Wagner).
Complessa, veloce, adrenalinica, è la classica musica da “carica” della cavalleria, ed è anche la mia preferita da mettere a volume massimo nel lettore Mp3 quando vado a correre.
(illazioni sulla sanità mentale della scrivente sono già state fatte da tutti, non vi sprecate.)
Sicuramente alle prime note penserete “ah, ma è questa” un po’ come nelle precedenti Overtoures da me trattate.
In questi giorni la potete sentire in sottofondo nello spot della Renault Tingo 99% Serious (spero non vengano passate come pubblicità occulta queste poche righe).
Un distinto signore, evidentemente un avvocato, entra in scena, parlotta all’orecchio della ragazza, che abbastanza turbata, si rivolgerà di nuovo al pubblico.
“Nessuno di voi ha sentito nulla su un’automobile di una marca e sulla relativa pubblicità, vero? Ottimo…
Corni, trombe ed archi la fanno da padrone in quest’ Overtoure, anche se i fiati, seppur poco udibili, sono fondamentali per dare i suoni più “bassi”.
Come in una gigantesca insalata variazioni di ritmo, di volume, differenti strumenti convergono per creare quest’opera magnifica (lunga) ma che sicuramente può appassionare.
E l’Overtoure svolge senz’altro bene il suo compito, ovvero di attrarre l’attenzione e creare le aspettative per lo svolgersi futuro dell’opera.
Non mi resta che augurarvi un buon ascolto, miei fidi!”
La scrivente scappa via urlando “Svizzera libera” dopo aver sguainato un’immaginaria spada. Poco dopo si sentirà in lontananza una sirena di autoambulanza della Neurodeliri.
Buio.
Sipario.
Link in questione:
http://www.youtube.com/watch?v=sG2hGSL345I
La parte meno conosciuta e più “tranquilla” dell’ Overtoure.
http://www.youtube.com/watch?v=5D5SDGjRidY
La parte “famosa” ed eccitante di cui scrivevo, durante la cui esecuzione vi sfido a non gridare “carica, miei prodi” od altri incitamenti ad eserciti invisibili alle vostre spalle.
Pagina su Gioachino Rossini:
http://it.wikipedia.org/wiki/Gioachino_Rossini

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