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Seguendo la "traccia" che mi sono data avrei dovuto spiegare le operazioni di caricamento della pellicola. Avendo però visto che sono solo io la "vecchia" che usa ancora la pellicola, ed essendo che è una delle operazioni basilari, riportata su qualsisi manuale dell'apparecchio, salto e vado direttamente a "come si tiene una macchina fotografica".
A volte delle buone foto si perdono perché si dimenticano concetti basilari, per esempio quello di tenere la fotocamera ben ferma quando si scatta. E' vitale per la chiarezza e la nitidezza delle immagini. Intanto, quando premete il bottone di scatto fatelo "gentilmente".
Le macchine fotografiche odierne sono così sensibili che se si preme troppo decisamente il tasto, si cambia l'inquadratura.
Quantomeno, si inclina l'orizzonte.
Il metodo ottimale per non correre rischi sarebbe quello di poter avere sempre un supporto ben fisso a terra, che sia una ringhiera, un parapetto, un vaso, un muro, un albero, un recinto, il tettuccio di un'auto (in questo caso attenti all'allarme. A me è capitato di farne scattare qualcuno)...
A qualsiasi cosa possa essere adatta a tenere ben ferma la macchina fotografica.
Fondamentalmente, non c'è molto da spiegare su questo aspetto: appoggiare la macchina al supporto, inquadrare e scattare.
Purtroppo, come avrete già pensato, forse, non tutti i parapetti o i tettucci sono esattamente all'altezza dalla quale vogliamo fotografare.
Come fare allora?
Il concetto di base è che qualsiasi superficie d'appoggio vi garantisce più stabilità.
Quindi appoggiatevi sui gomiti al supporto, con la schiena, con qualsiasi parte del corpo che vi faccia stare più "saldi" sulla vostra posizione.
Questo in condizioni "nella norma".
Quando la luce scende troppo ed i tempi di scatto, inevitabilmente, si allungano, molto meglio usare un treppiede, se lo possedete, oppure per rendere più stabile l'immagine potreste perfino usare la spalla di un'altra persona appoggiandovi un braccio.
Cosa fare però se non ci sono muretti, il treppiede è a casa e l'unica persona vicina a voi è un grosso signore palestrato con problemi di socializzazione?
Allora dovete arrangiarvi per conto vostro (se non volete chiedere aiuto al signore... Magari vi spacca la faccia, magari si presta a farvi da appoggio. Magari trovate l'Amore della vostra vita.)
In tal caso mettetevi "in posizione di tiro": sì, più o meno come una persona quando fa fuoco con una pistola.
Il paragone non è casuale: l'immagine di ciò che volete fotografare viaggia in linea retta dal'oggetto a voi, esattamente come l'obiettivo su cui fare fuoco.
Ovviamente, al momento dello scatto non parte una pallottola (a meno che non siate un agente del Kgb dei film di 007 di una volta), ma il ragionamento "di base" è il medesimo.
State a gambe leggermente divaricate, ben salde.
I gomiti vanno tenuti aderenti al tronco;
Se possedete una reflex allora vi conviene tenere la mano sinistra che stringe l'obiettivo, mentre la destra (ovvio) scatta.
Con le compatte, non potendo fare ciò, conviene tenere la macchina in due modi.
O tenete la mano sinistra come la mano destra, con l'indice sulla parte superiore ele altre dita strette al corpo della macchina (alcuni apparecchi hanno addirittura un piccolo incavo o dei "pallini" sporgenti dove andrebbe tenuto il pollice).
Oppure tenete la mano sinistra con il palmo verso l'alto, e appoggiate sopra l'apparecchio. In questa maniera farete toccare i due polsi delle mani, che essendo già aderenti al corpo le braccia dovrebbero garantirvi abbastanza stabilità.
Se state fotografando qualcosa di "fisso", un apesaggio magari, prendetevi tutto il tempo del Mondo.
Quei dieci secondi in più spesi per mettervi bene in posizione o per raggiungere un palo a cui appoggiarvi o un muretto potrebbero farvi ottenere una gran foto.
In caso di "foto improvvisa", magari di un animale appena sbucato sul sentiero, non c'è molto tempo per mettersi in posa, in effetti. Ma cominciando a fare fotografie "fisse" usando questi accorgimenti prenderete presto l'abitudine anche in casi "estremi" di mettervi più stabilmente possibile.
Non credo ci sia altro da dire, e le cose dette mi sembrano piuttosto delle "raccomandazioni inutili"... Ma d'altronde, "repetita iuvant!".
Buone foto!

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