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Al Bar dello Sport - I navigatori part-time |
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Scritto da Ligio
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lunedì 28 maggio 2007 |
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Si dice degli italiani che siano un popolo di poeti, santi e navigatori: sui santi non c’è dubbio, abbiamo quasi il monopolio, la vena poetica sembra essersi un po’ esaurita ma il fenomeno più strano riguarda forse la terza peculiarità degli abitanti della penisola.
La passione per il mare e la voglia di sentirsi cullare dalle onde, spinti solo dal vento, ricompare magicamente ogni tre anni (tra poco diventeranno solo due) e sempre in contemporanea con l’approssimarsi di un evento chiamato America’s Cup.
Fior di scienziati stanno cercando di spiegare l’origine della strana sindrome dello spinnaker che colpisce sempre più italiani a suon di strambate, poppe (si può dire?) e boline.
La mania della vela, che prima riguardava solo i nottambuli, complice il fuso orario che ci separa dalle meravigliose coste neozelandesi, sta trasformandosi in fenomeno di massa grazie alle ennesime imprese di Luna Rossa, approdata (è davvero il caso di dirlo) nella finale della Louis Vuitton Cup, in pratica la sfida che sceglierà l’avversaria dei campioni in carica di Alinghi.
Già, perché i defender sono lì che aspettano pazientemente di sapere chi cercherà di strappargli la coppa, sono arrivati dalla Svizzera (altra rinomata terra di navigatori) per dimostrare come si possa salire sul tetto del mondo grazie a passione, competenza e tanti franchi.
Luna Rossa e New Zealand, una contro l’altra dall’1 giugno per far sognare anche chi pensa che il Genoa sia solo una squadra di calcio e l’orzata una bibita dissetante.
Perché gli italiani, in fondo, sono soprattutto un popolo di tifosi.
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