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San Giovanni in Persiceto, provincia di Bologna, abitanti stimati 25 mila: da qualche settimana la popolazione è diminuita di una unità per la partenza in direzione Stati Uniti d’America di tale Belinelli Marco, classe 1986, giovanotto di belle speranze in cerca di fortuna. Inizia così la storia che sta riempiendo le pagine dei giornali americani ma che trova solo parziale eco da noi, complice la maledetta tirannia sportiva e mediatica del calcio.
Sì perché Belinelli Marco, classe 1986 di San Giovanni in Persiceto, non è un giovanotto come gli altri: è un ragazzo che gioca a pallacanestro, o a basketball per dirla con il padre fondatore James Naismith che si inventò questa disciplina sportiva nel lontano 1891.Mentre noi siamo tutti assorti a chiederci dove andrà Chivu o cosa farà Ronaldinho e se il Genoa cederà la metà di Stellone al Torino per i tre quarti di Zaccarelli e un’opzione su Kieft e Van de Korput, dall’altra parte dell’oceano stanno impazzendo per questo giovanotto di belle speranze, Belinelli Marco di San Giovanni in Persiceto, che vive i suoi primi giorni da giocatore NBA.La franchigia californiana dei Golden State Warriors l’ha chiamato con il numero 18 nell’ultimo draft, nella notte cioè in cui le squadre possono scegliere, secondo un ordine prestabilito ma che può essere modificato da scambi e trattative, nuovi giocatori provenienti dalle università o dai campionati esteri, come appunto Belinelli.La chiamata di Golden State è stata quasi un segno del destino per chi veniva soprannominato Golden Boy in Italia, per un atleta che si chiama Belinelli e verrà allenato da un tecnico (Don Nelson) conosciuto negli States come ‘Nellie’. Per far capire che le assonanze non sono tutto nella vita, il talento azzurro ha pensato bene di deliziare il pubblico americano già nella Summer League, la Lega Estiva che permette di vedere in azione i giocatori meno noti in cerca di contratto e le ultime scelte del draft, per capire se sono già pronte alla NBA.
Prima gara di Belinelli, 37 punti (il record assoluto è 38), seconda gara, 23 punti con tanto di febbre e occhi di tutti puntati addosso, terza gara 15 punti contro i campioni in carica di San Antonio.
Nella baia di Oakland, dove gioca Golden State, è nata una stella: da noi, purtroppo, se ne avverte solo la presenza ma di luce ne arriva ben poca.
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