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Sta arrivando in Italia e molti non sanno nemmeno di cosa si parli. Vediamo se riusciamo a fare un minimo di chiarezza su questa tecnologia, su come funziona, quali reali vantaggi porterà e lo stato dell'arte del suo sviluppo. Come di dovere iniziamo dall'acronimo: WiMax sta per Worldwide Interoperability for Microwave Access. Si parla di onde radio, come noterete. Si perchè il Wi-Max è, detto in parole povere, una nuova tecnologia (o standard per i puristi) che mira a realizzare reti di telecomunicazione a banda larga (veloci) e senza fili (wireless) su un territorio vasto, circa 50 km di raggio. L'immagine iniziale dovrebbe maggiormente chiarire di cosa stiamo parlando senza ulteriori spiegazioni. Ma perchè si è arrivati a pensare ad una tecnologia simile quando ormai il Wi-Fi è entrato in quasi tutte le case? Semplicemente per risolvere il problema delcosiddetto digital-divide (sta per ritardo digitale): aree sperdute dove è difficile e molto poco economico arrivare con le tecnologie tradizionali come l'ADSL (tradotto in pratica col doppino telefonico). Queste antenne, come detto, coprono un raggio di 50 km ed è facile intuire come anche il posto più irraggiungibile possa essere effettivamente coperto dal segnale radio. Secondo una nota del Ministero, 4,2 milioni di cittadini italiani sono privi di banda larga, vale a dire il 7,5 per cento del totale della popolazione. Questi cittadini vivono in 2.556 comuni, il 32 per cento del totale.

Ma non è tutto. Il Wi-Max può raggiungere i 70 Mbit/s (tanto per paragone le adsl raggiungono al massimo 8 Mbit in download) su un raggio 600 volte più ampio di quello di un normale Wi-Fi. E allora? Cosa aspettiamo in Italia? Andiamo per gradi. Il range di frequenze in cui questo standard opera va da 3,4 a 3,6 Ghz: queste frequenze, in Italia, sono in gestione al Ministero della Difesa per usi/scopi militari. Dopo annose battaglie,non molto tempo fa queste frequenze sono state cedute al Ministero della Pubblica Amministrazione per l'assegnazione delle licenze (35 suddivise in 14 per macroaree interregionali e 21 a dimensione regionale). E' chiaro che colossi telefonici del calibro di Vodafone-Tim-Wind non hanno da subito visto di buon occhio lo sviluppo di questo standard che potrebbe soppiantare in breve tempo la tecnologia UMTS le cui licenze sono state pagate a carissimo prezzo. Per farla breve, pochi mesi fa, sono state assegnate le licenze Wi-Max ufficiali e tra gli operatori vincenti troviamo AriaDSL,A.F.T.,E-VIA GRUPPO RETELIT,Telecom Italia.
Linkem è il primo operatore, tra le aziende che si sono aggiudicate le licenze WiMax per l'Italia, ad annunciare l'avvio della commercializzazione del servizio.
Dopo il completamento dei test pilota, annunciati lo scorso giugno, Linkem è ora in grado di concretizzare l'offerta a partire dal primo giorno di ottobre con la copertura progressiva di Lombardia e Puglia: le prime aree in cui sarà offerto il servizio saranno le province di Bari e Brescia.
Entro la fine dell'anno la disponibilità del servizio sarà estesa anche alle province di Bergamo e Cremona sino a raggiungere la maggior parte del territorio lombardo, mentre contemporaneamente si provvederà alla copertura di Veneto e Lazio.
Tanto per capire e rendervi conto di che tipo di offerte economiche si parla date un'occhiata al sito di Linkem.
Ecco il sito di riferimento WiMaxItalia per info e aggiornamenti

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